APRITI ALLA VITA !

APRITI ALLA VITA!

La pubblicazione del mio primo libro è stata per me una svolta nel mio modo di atteggiarmi nei confronti del mondo esterno. Da una pudica tendenza a non mostrarmi sono passata al rendere pubblico l'accesso ad uno spiraglio su pensieri ed emozioni fino a quel momento soltanto miei. Questo blog è un nuovo passo avanti in questa direzione. Qui mi apro a te, caro lettore, per indagare insieme a te sui temi che ci interessano più nel profondo, le grandi domande e le grandi risposte di maestri, artisti e altre personalità che hanno  canalizzato la Sapienza Divina e mi hanno ispirato sul mio cammino. 
"Pioggia di stelle" significa per me che in ogni momento il Cielo prepara per noi le situazioni, gli incontri, i pesi e gli angeli giusti per farci crescere.

Aprendoci a questo flusso divino e lasciando il controllo a Chi sa e vede scopriamo una nuova leggerezza e possiamo sperimentare con gratitudine  e stupore come la vita è capace di sorprenderci sempre nuovamente e di regalarci doni inaspettati. Anch'io farò così durante questo mio colloquio con te! Mille benedizioni a te che leggi!

Tua Maria Luisa

Voglio vivere in un mondo ...

Voglio vivere in un mondo dove una carezza a un bambino, un sorriso a un vecchio, un qualisasi piccolo gesto d'amore  non sono meno importanti di un contratto di una multinazionale, di un guadagno dai molti zeri, 


Voglio vivere in un mondo dove la gioia non deve essere giustificata da valide ragioni e viene vissuta giornalmente riempiendo tutti gli spazi vuoti dell'esistenza al di fuori dagli impegni, dai dolori e dalle preoccupazioni. Così il grigio sparisce e la vita è sermplicemente multicolore e ci tocca il cuore ogni giorno.


Voglio vivere in un mondo dove il valore di un uomo non dipende da sesso, razza, stato sociale, nazionalità e professione; dove la produttività e il guadagno non sono l'unità per misurare il nostro impegno e la nostra fatica.
Voglio vivere in un mondo dove la valuta è l'amore. la generosità, la spontaneità, la verità.

 

Un uomo solo non può cambiare l'intero pianeta ma può decidere di vivere tutto questo nel suo piccolo mondo, dentro di sè. 

 

Maria Luisa Barontini 

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l'arte feconda

 

Siamo entrati in una nuova era artistica all’insaputa degli intellettuali e dei critici: quella dell’arte feconda.
La velocità incalzante con cui avanziamo a livello tecnologico e con cui gli eventi su questa terra si susseguono nell’età della comunicazione, che ha quasi bandito il semplice contatto umano a voce e sguardo, obbliga l’arte a fare la sua parte.

 

Un salto di coscienza, un passo verso una consapevolezza più profonda nata dall’introspezione e dal sentire universale, non può essere portato avanti dai mezzi divulgativi di massa, ma ben in modo più sottile dall’alito leggero e „biodegradabile“ dell’arte.

 

L’arte in generale e così anche la letteratura smettono di avere un solo fine estetico o di rottura dai vecchi schemi che ci hanno soffocato in passato e inizia a costruire.

 

Scrivere è un atto personale, intimo. Pubblicare è un atto di coraggio per condividere.
Non è un ostentare come nei social media ma è un entrare silenzioso nella coscienza, nell’emozionalità, nel profondo sentire umano per risvegliarlo alla sua verità. Ed è la verità che trasforma.
Il passo del singolo diventa passo universale in questo comune viaggio in cui tutti siamo compagni di cammino e ci aiutiamo a vicenda ad avanzare.

 

Strumenti molto potenti sono la penna, le note e il pennello, con cui giostriamo noi artisti, quando somministriamo al prossimo la nostra arte.
Ci intrufoliamo dentro di lui e siamo in grado di modificarne il sentire, alternandone lo stato d’animo, la visuale, l’orizzonte.

 

Ogni problematica può essere discussa a lungo e sezionata minuziosamente ma i discorsi raggiungono per lo più il nostro apparato celebrale e mettono in moto un mezzo già in sé molto attivo: il pensiero.
L’arte invece è „biodegradabile“, perché entra dentro di noi inconsciamente, toccandoci in modo più sottile per mezzo delle emozioni.
L’arte viene così assorbita e diventa parte di noi stimolando il cambiamento da dentro in modo semplice e diretto.

 

Per questo l’arte feconda prende la sua responsabilità seriamente, responsabilità che già in sé esiste, essendo una conseguenza del suo alto potenziale infettivo e quasi oserei dire manipolante.

 

L’arte feconda non vuole bensì manipolare ma soltanto risvegliare a una presa di coscienza di se stessi, che rende anzi immuni alle manipolazioni.
Così la poesia, il romanzo, il quadro, la canzone, pur non avendo il contenuto informativo e didattico di un saggio, di articolo sul quotidiano o di una conferenza a tema, lavorano in modo immediato e intuitivo l’animo umano.

 

In questa corrente letteraria, da me appena coniata, solo a livello di definizione perché già esiste, vorrei collocare anche le mie opere e quelle di mia sorella Gioiella Barontini.

 

Nel nostro percorso di scrittura abbiamo entrambe deciso che se l’ispirazione, vista come un vento impersonale che soffia attraverso gli esseri umani, ci viene regolarmente a visitare, spingendoci con una forte energia coercitiva a scrivere, allora ci deve essere un motivo più grande.

 

Se questa impersonale energia bussa alle nostre porte e noi le diamo corda con le nostre penne, allora significa che queste parole, prima sussurrate alla coscienza e poi scritte, devono essere condivise.
„Ed è per questo che la poesia diventa parola“, per citare una frase di mia sorella Gioiella durante la presentazione comune presso il centro dell’Associazione Kore il 7 aprile 2018.

 

Questo articolo è un invito a tutte le arti impersonali, che sono distribuite in multicolori talenti tra le persone, a esprimersi e a essere condivise per camminare insieme!

 

Maria Luisa Barontini

 

Questo articolo è stato pubblicato sul periodico dell'Associazione Kore Follonica nel giungo 2018

 

 

 

Seguono due poesie e un testo degli ultimi libri di Gioiella Barontini e Maria Luisa Barontini :

 

 

 

PASSO’ IL  SOFFIO DI LUCE

 

Passò il Soffio di Luce…

 

A chi andava  disse: -Fermati!-

 

A chi stava disse:-Va!-

 

A chi taceva propose:-Parla!-

 

e a chi indulgeva in chiacchiere disse:-Taci!-

 

Per chi sudava fu vento fresco,

 

per chi aveva freddo fu un tepore.

 

A chi era preso nel fare

 

suggerì il riposo,

 

a chi indugiava sollecitò l’azione.

 

Così alcuni bisticciarono,

 

ciascuno affermando

 

quello che aveva udito

 

come unica verità del Soffio…

 

ma Esso non si può rinchiudere,

 

bisbiglia in cuore a ciascuno

 

ciò che gli occorre

 

e nessuno mai potrà scolpire nel marmo

 

le Sue parole di Luce e di Vento.

 

 

 

QUESTO GIORNO SOLTANTO

 

Se potessimo

 

vivere questo giorno

 

come avessimo questo giorno soltanto,

 

cambierebbe il mondo

 

in un giorno!

 

Non potremmo più rimandare…

 

Alla luce dell’ultimo giorno

 

cambia il sapore delle cose,

 

l’orizzonte,

 

la prospettiva,

 

il colore del quadro,

 

il suo profumo…

 

Alla luce dell’ultimo giorno

 

gli affetti si esprimono

 

vestendosi di tenerezza.

 

Alla luce dell’ultimo giorno

 

si scordano i nonnulla

 

e si vede tutto sotto una luce nuova,

 

quella appunto dell’ultimo giorno,

 

luce di bellezza.

 

Benedetto ogni giorno

 

che viviamo

 

come ultimo!

 

Poesie estratte dalla raccolta di Gioiella Barontini “Il respiro delle nuvole”; Edizioni Landolfi

 

 

 

“La ruota della fortuna era stata fino a quel momento un’allegoria, di cui non ero in grado di penetrare il vero significato. Fu dopo la lettura della fatidica lettera che per la prima volta io capii come mai da secoli la sorte veniva raffigurata con questa immagine simbolica. Il nostro viaggio su questa terra è un muoversi continuo di minuti, giorni, settimane e mesi, fino a quando tutti gli anni saranno compiuti.

 

Ma la sua danza non è sempre uguale.
A volte la vita si gira su se stessa con una forza solare ed eccentrica, che sembra attirare a sé ogni favore senza fatica.

 

Poi in un attimo inaspettato inizia a cambiare rotta e il suo girare diventa un disperdere, un allontanare coercitivo di forza, di salute, gioia, denari e amore.

 

Quando la ruota prende questa traiettoria rimaniamo attoniti e sorpresi.
Come ci sono sembrati normali i mesi del profitto, così ci sembra impossibile il tempo della perdita e del distacco.
Se avessimo la possibilità di allontanarci dall’individualità della nostra esistenza per rimirare dall’alto l’enorme ruota, che ci lavora con la gioia e col pianto nel corso del cammino, forse sentiremmo anche adesso, che nulla è eterno e che anche questa fase finirà.
Invece ora nel mezzo di questo trambusto ostile cerchiamo con forza di fermare l’arnese che gira minaccioso, ma non ci accorgiamo che è molto più grande di noi.”

 

Estratto dal romanzo di Maria Luisa Barontini “Sul mio cammino pioggia di stelle”, Vertigo Edizioni.

 

 

 

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La mia migliore amica

Dopo una lunga pausa vorrei prima di tutto augurare ogni bene a tutti voi per il nuovo anno iniziato da poco più di un mese! Nelle settimane di festa tra i due anni si usa scambiare auguri uno con l'altro come se tutte le speranze parcheggiate infondo al cuore si riattivassero e di nuovo si credesse a qualche possibile cambiamento o almeno a una presunta Fortuna esterna che possa accompagnare il nostro futuro. I propositi per il nuovo anno sono molti e i nostri desideri profondi. L'unica cosa che ci divide dall'avverarsi di tutti questi Sogni affidati all'anno appena iniziato è che attribuiamo al mondo esterno la possibilità vera di cambiamento o ci sforziamo faticosamente per le prime settimane  di cambiare qualcosa in noi ma non facciamo un primo passo importante.
La fiducia è una cosa positiva e così lo sono  anche i buoni propositi. È importante cambiare rotta quando ci si accorge di perpetuare in abitudini malsane. Verissimo è anche che il primo piccolo passo è il più importante e a volte il più difficile da intraprendere. Nonostante ciò sono convinta che il primo passo da fare sia ancora di un'altra natura.
Prima di cambiare dobbiamo accettare.
Il primo passo da intraprendere è fare pace con noi stessi e sigillare cosí un'amicizia essenziale per qualsiasi altro progetto futuro della nostra vita: l'amicizia con noi stessi.
Per questo non vi auguro tante cose esterne per il 2018 ma semplicemente di diventare i migliori amici di voi stessi!!
Auguri allora!!!

 

Vostra Maria Luisa 

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le danze della vita

Le danze della vita....Impronte incomprensibili, piroette pericolose, apparentemente inutili, decorano il terreno del nostro vissuto...
E continuiamo a ballare ininterrottamente, a volte in ritmo con la musica universale che miracolosamente ci culla sulla scala delle sue note; a volte invece  sgraziatamente in mezzo al baccano dei nostri moti interiori e il rumore dissonante dei nostri pensieri...
E alla fine rimangono solo le impronte dei nostri passi di danza impressi sulla spiaggia; come nello scenario di una mattina di autunno, dove i gabbiani indaffarati diventano pedoni, modellando rotte contorte tra i granelli di sabbia...poco prima di riprendere il volo e sparire nell'immensità del cielo terso di un nuovo giorno.

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Presentazione letteraria a Lussemburgo

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Quello che ci insegna il mare 2

Carissimi lettori, Vi voglio fare partecipi delle bellissime riflessioni di Daniela Bertocci a proposito dell'articolo di qualche settimana fa. Questa mia carissima amica ha trascorso l'estate al club nautico, assistendo i velisti con qualsiasi tempo, negli allenamenti e nelle gare e ha iniziato lei stessa a prendere lezioni di vela. Grazie al suo animo sensibile e ricettivo è stata ispirata a profonde riflessioni che partendo dal mondo del mare toccano il mondo di ogni uomo ovunque.


Questo mi ha insegnato il mare:

 

LA FIDUCIA E L’AFFIDARSI … all’inizio non essendo mai stata in barca a vela, la mia fiducia era riposta totalmente nell’istruttore … e nonostante la mia totale fiducia in lui … ero agitata, per cui non riuscivo ad avere il controllo di tutto ciò che mi stava attorno …. più volevo avere il controllo della situazione tanto più entravo nel caos più totale..non riuscivo a coordinare i movimenti..se volevo controllare la mano destra non sapevo più cosa facesse la sinistra e viceversa.. mi muovevo senza cognizione.. orzavo o puggiavo troppo.. o troppo poco..insomma un caos … poi piano piano, grazie all’istruttore che riusciva a trasmettermi calma, tranquillità e sicurezza la mia tensione scendeva e man mano riuscivo a vedere, a sentire, a percepire... ad un certo momento l’istruttore mi fece fissare un punto da raggiungere, dopo di che iniziò a farmi parlare … e mi ritrovai dritta alla meta quasi senza sapere come ci fossi arrivata … avevo mollato la tensione e avevo iniziato a
fidarmi ed affidarmi alla barca..in un rapporto di reciprocità.
Così dovremmo fare con noi stessi … fidarci ed affidarci al nostro istinto …. lui sa molto di più di quanto pensiamo… la barca sapeva benissimo come condurmi, bastava gli dessi la possibilità di farlo, senza interferire con gesti fuori controllo.… Dovremmo dare all’istinto la possibilità di condurci…perdere le nostre sicurezze, l’eccessivo autocontrollo.. il ragionare, pensando di sapere tutto.. in realtà la ragione poco sa di noi. Abbandonandomi riuscii a sentire il vento, a capire gli spostamenti della barca. Se ci mettiamo in ascolto di tutte le sensazioni che ci arrivano troviamo la giusta via da seguire.
Il tuo blog cara Maria Luisa inizia con una bella frase …. APRITI ALLA VITA … mi ha colpito, tanto è bello e profondo il suo significato … credo che questa apertura alla vita dovrebbe iniziare proprio con la fiducia e l’affidarsi…

LASCIARSI ANDARE…LASCIARSI ADDOMESTICARE….mi piace molto il termine “addomesticare”… mi fa pensare ad un rapporto di fiducia … entrare in confidenza … rendere familiare. All’inizio ero diffidente, avevo paura..un giorno il mare era molto mosso e non riuscivo neanche a salire dentro la barca e volevo fuggire..poi.. l’istruttore con il suo sorriso, che emanava calore, stima, fiducia, mi invitò nuovamente a salire, incoraggiandomi a provare e riprovare … così ..piano..piano.. iniziai a conoscere la barca.. mi faceva sempre meno paura … diventava sempre più familiare e viva … quasi avesse un’anima…
Il termine addomesticare mi ha fatto ricordare un episodio … ero una bambina, in estate al paese dei nonni..un giorno mi portarono in un podere in mezzo al bosco..c’era un gattino del quale volevano disfarsi in qualche modo. Volli prenderlo. Lo misero in un contenitore per trasportarlo e sembrava veramente indemoniato tanto era selvatico..arrivati a casa fu messo subito in soffitta. Faceva paura a tutti e nessuno si azzardava ad aprire quella porta. L’unica fui io. Anche se non volevano lasciarmelo fare, ricordo che aprivo la porta della soffitta e mettevo acqua e cibo quasi in cima alle scale, poi scendevo e senza fare niente mi mettevo seduta nell’ultimo gradino e attendevo in silenzio … il gattino all’inizio se ne stava su, in alto, con aria di sfida … andava a mangiare e poi risaliva … io lo guardavo da lontano e stavo sempre lì ad attendere … ci vollero giorni e giorni prima che si decidesse a scendere qualche scalino..pensavo..prima o poi riuscirò a fargli capire che gli voglio bene..con il tempo scendeva sempre di più fino a venirmi abbastanza vicino e inarcandosi come se volesse attaccarmi..ma io non avevo paura … sentivo che lui era molto più intimorito di me…in fondo cosa avrei fatto io nei suoi panni? Gli allungavo la mano affinché potesse annusarla. Alla fine imparò a fidarsi di me e io potei accarezzarlo..nacque una bella amicizia…anche se dovetti salutarlo e portarlo dove sarebbe stato senz’altro meglio..in campagna da dei signori che gli dettero molto affetto. Lasciamoci addomesticare, perché non perdiamo niente di noi stessi…anzi …è un arricchimento

LA PAZIENZA… l’istruttore mi fece notare che stavo muovendo il timone troppo velocemente e che se volevo capire cosa stessi facendo dovevo dare alla barca il tempo necessario per riprendere il cammino…. È quello che dovremmo fare con noi stessi e con gli altri. Saper attendere….. Spesso vogliamo tutto e subito…vogliamo capire subito…vogliamo delle risposte subito, dagli altri, da noi stessi…. Quante volte quando abbiamo un problema, vogliamo risolverlo subito… dovremmo metterci in ascolto e attendere che le risposte possano arrivare a noi con i giusti tempi…

L’ASCOLTO …. subito pensiamo alle orecchie che percepiscono i suoni … sono molto importanti d’accordo … però il vero ascolto è un atteggiamento interiore che parte dal cuore e arriva al cuore….L’ascolto è un atto di amore… la barca mi ha fatto capire quanto sia importante “il sentire”più che ”il ragionare”. Mettersi in silenzioso ascolto…tutti i sensi partecipano….

LA SPENSIERATEZZA E LA CONCRETEZZA… una volta salita in barca … un’esperienza unica … è come se il cervello avesse staccato la spina e i pensieri rumorosi fossero rimasti in terra ferma … la mia
mente era libera … libera di godere appieno di tutte le sensazioni e le emozioni che arrivavano, vivevo nella concretezza, “nell’oggi”… “nel qui e ora”, vivevo pienamente l’attimo ed ero immersa in
quello che stavo facendo … questa cosa di me stessa mi sorprese molto. Dovremmo vivere sempre così … vivere il presente … e pienamente presenti in quello che viviamo.

IL CAMBIAMENTO…il mare non è mai sempre lo stesso, cambia di continuo …calmo..mosso..in tempesta..poi di nuovo calmo… un po’ come i nostri stati d’animo…
La barca asseconda sempre il movimento del mare … anche noi dovremmo assecondare i nostri stati d’animo… vorremmo sempre il sereno, la gioia a tutti i costi…ma non esiste calma piatta in natura, tutto è in movimento… i nostri stati d’animo dovrebbero essere sempre i benvenuti…accettarli..assecondarli e lasciarli andare, come la barca asseconda le onde che gli arrivano….
Quando il mare è calmo può risultare bello, rilassante…. Ho scoperto che quando è mosso è entusiasmante, sa darti anche forti emozioni... proprio quando è più o meno mosso si acquisiscono le capacità del navigare, molto utili nel caso dovesse arrivare la tempesta. Il mare può essere anche molto spaventoso. C’è anche chi dentro la tempesta in alto mare ci si è trovato ed è riuscito, mettendo in campo tutte le capacità allenate nel tempo, ad uscirne fuori…
La saggia prudenza vuole che in caso di forte perturbazione la barca stia ferma e resti a guardare…Cosa dobbiamo fare quando dentro di noi c’è forte tempesta? .. niente.. la barca ci insegna a non avventurarsi …. semplicemente lasciare che passi ….

IL PERDONO… l’istruttore mi disse che la barca ci perdona tanti errori … che bellissima espressione! … era una esortazione a non avere paura e a poter osare…è quello che dovremmo fare con noi stessi … dovremmo non avere paura dei nostri errori, accettare di sbagliare, imparare a cadere e rialzarci, dandoci sempre un’altra possibilità … all’infinito …. solo con questa accettazione possiamo miglioraci, crescere, imparare.

IL RISPETTO e LA LIBERTA’ …. Il rispetto è innanzitutto un atto di amore … verso se stessi e versi gli altri … aumenta con la conoscenza … più conosci il mare e più impari a rispettarlo.
Ricordo una volta una signora mi disse che, ad una determinata persona, alla quale io davo del “ tu”, dava del “lei” perché la rispettava, quello era soltanto un rispetto formale, io non sentivo affatto di rispettarla di meno. Il rispetto è qualcosa di molto più profondo … nasce dall’avere interiorizzato che la vita, in qualsiasi forma, è un valore grande, un valore da amare. Il rispetto non è qualcosa che viene meno con la conoscenza, la confidenza..ma anzi.. aumenta..acquista maggiore forza.

Il navigare ti chiede di rispettare determinate leggi della natura … solo all’interno di queste leggi, nel pieno rispetto di esse, possiamo muoverci con libertà … anche noi dovremmo rispettarci …rispettare il nostro sentire, la nostra natura … lì abita la nostra vera libertà di essere.
Il vento è libero..va dove vuole … ma ho imparato che non siamo completamente in balia di esso … ma compartecipi … se lo conosciamo sappiamo trovare la giusta rotta e capire fin dove potersi spingere... c’è un punto in cui il lasciarsi condurre ed essere protagonisti trova un incontro armonioso e perfetto..e quella è la giusta rotta ….

L’ENTUSIASMO E L’AVVENTURA …navigare in barca a vela è un’esperienza entusiasmante…il mare affascina, ci fa andare verso l’avventura, l’ignoto, l’inesplorato, ci fa sognare. Anche la nostra vita dovrebbe essere una continua avventura…
Sono felice di aver condiviso i miei pensieri … giusti o sbagliati che siano … possono essere spunti di riflessione…
Salutandoci vorrei adesso ci soffermassimo su una considerazione … che non è poi così scontata e banale come può sembrare se tradotta in pratica … pensiamo all’immensità degli oceani … formati da tante gocce … e adesso soffermiamoci sull’importanza di ogni singola goccia … e sulla loro unione …
Immaginiamo…. se ogni singola goccia dicesse …. sono niente di fronte all’immensità dell’oceano, la mia presenza non è così necessaria, posso anche non esserci … esisterebbe l’oceano?
Crediamo veramente nel valore di ogni singola goccia? E’ una domanda che rivolgo soprattutto a me stessa….

Daniela Bertocci

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