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Fermarsi

Dove siamo corsi finora, sempre in fuga senza accorgersene tra le mille cose che compulsivamente o obbligatoriamente c’erano da fare? Quante energie abbiamo disperso muovendoci a destra e a sinistra in una vita spesso lontana dai ritmi naturali del nostro corpo e dalle esigenze intrinseche della nostra anima?

Ora ci si ferma.
E non solo si ha il permesso di fermarsi bensì l’obbligo.

 

Questa calamità, sicuramente tragica per le persone colpite direttamente o indirettamente dall’infezione e pericolosa per la sua virulenza e mortalità, può essere sotto alcuni aspetti per noi spettatori parcheggiati nei nostri rifugi una benedizione.

 

La vita è così come la vediamo nella nostra mente e la sua qualità dipende dalla nostra capacità di adattarci ai suoi continui colpi di scena.
Quella che è la natura dell’esistenza, precarietà e impermanenza, si manifesta ora in modo amplificato, così che non possiamo scostare lo sguardo.

 

È momento di mettere radici in sicurezze che non sono fate morgane. È il momento di mettere radici nel nostro cuore, dentro noi stessi e di non cercare nuovi appigli là fuori, fosse anche solo l’appiglio della paura e del panico che ci distoglie da noi stessi, da quel rifugio sicuro che ognuno può trovare dentro di sé.

 

Siamo pronti a vedere questo momento come la fonte di una svolta personale e collettiva per la nostra vita?

 

Siamo disposti a usare al meglio queste settimane di eremitaggio forzato? Possiamo riscoprire il valore delle piccole cose, dei rapporti umani, aprire un dialogo aperto con le parti di noi stesse nascoste, fare pace con loro e chiudere una nuova alleanza con la vita?

 

Questa crisi ci può cambiare, può aprire nuovi orizzonti, farci capire cosa è veramente importante e cosa vogliamo sinceramente nella nostra vita.

 

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Commenti: 3
  • #1

    Roberta Milani (lunedì, 16 marzo 2020 14:38)

    Cara Luisa,
    hai perfettamente ragione. Sapersi adattare superando le paure potrà permetterci di godere di questa pausa. Ne usciremo rigenerati e più forti.
    Ti mando un abbraccio virtuale, in attesa di rivederti presto.
    Roberta

  • #2

    Marilena (lunedì, 16 marzo 2020 14:48)

    Personalmente l'idea di dover forzatamente stare con me stessa, sperando di poterlo fare in salute, è una cosa che in fondo desideravo e potermi fermare mi permetterà forse di ricreare forse qualcosa che avevo perso..... Questo brutto evento porterà anche qualcosa di buono :-)

  • #3

    Caty (lunedì, 16 marzo 2020 19:30)

    Belle parole! ���