Quello che ci insegna il mare

Cari lettori, sono appena tornata dalla solitudine dell’Hermitage sull’isola del Giglio. L’essere appartati, in eremitaggio, con solo fratello e specchio il mare è un’esperienza sempre forte, toccante e trasformante. Il mare si muove costantemente con le sue onde, i suoi venti, i suoi colori e ispira, sussurra, racconta. Ci racconta di noi stessi e delle regole che guidano l’universo. Il giorno prima della mia partenza, ritornata alla spiaggia del continente, ho conosciuto un istruttore di vela e pescatore di nome Nedo, che mi ha spiegato le leggi universali del mare.
“Sul mare regna la precarietà per tutti” mi ha detto. Precarietà è la natura umana in sé, messa in risalto dalla maestosa potenza del mare. In mare esiste una legge di eguaglianza e fratellanza uguale per ogni individuo senza differenze di razza, provenienza, sesso, età. Quando c’è una emergenza in mare è codice etico e obbligo aiutare la persona in difficoltà. Non si fanno differenze, non si gira la testa per non vedere il bisogno, non si corre più veloce per non sentire le grida. Ci si ferma, si lascia ogni attività e ci si impegna a salvare l’altro.
Sul mare ognuno si rende conto che tutti “siamo nella stessa barca”. In verità è esattamente così anche sulla terra ferma. Non possiamo scappare dal pianeta se distruggiamo tutto. Siamo tutti collegati e tutto quello che facciamo ha un impatto globale sulla Terra, esattamente come le acque che scorrono tra i continenti .
Quando si naviga non ci sono barriere, confini. Tutto il mare appartiene a tutti i pesci, a tutti i suoi abitanti. La natura è una. I confini sono nella nostra testa.
Infatti guardando dall’alto il pianeta Terra è un unica distesa di terra ed acqua, verde-marroncino-blu. Ma mentre il mare vive ancora nella sua entità comune la terra è divisa da muri, divisioni, confini. Dovremmo imparare dal mare a muoverci sulla terra con più empatia, più condivisione, meno confini.
Con l'augurio di farci ispirare da quello che la natura ci comunica, Vi saluto calorosamente! Vostra Maria Luisa

 

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Commenti: 4
  • #1

    Daniela (martedì, 19 settembre 2017 21:13)

    Bellissime riflessioni , rese ancora più belle dalla tua mano di scrittrice. Grazie Maria Luisa per averle riportate sul blog.
    So di chi parli, e sono contenta di averti fatto conoscere questo uomo di mare. Non credo di sbagliarmi quando dico che ha grandi qualità, grande umanità e saggezza…una persona autentica e concreta che non cerca assolutamente fama e onori…mette amore in quello che fa…ed è anche un grande istruttore di vela, capace di trasmettere l’entusiasmo per ciò che insegna.
    Sono stata fortunata perché in questo luogo ho potuto conoscere bravi istruttori e tante belle persone.
    Non avevo mai riflettuto su questo aspetto che ci porta a meditare sul significato profondo della nostra vita e dell’umanità. Un bellissimo spunto su cui meditare.
    In mare viene naturale ciò che in terra ferma non lo è più. In mare scegliere il “bene” può essere più istintivo, in terra diviene una “possibilità” di scelta. Nel continente ci sentiamo forti, sicuri, possiamo fare e disfare, creare piccoli e grandi confini … darci da fare per coltivare il nostro orticello … e in mare?? Quando ci troviamo in mezzo al mare scorgiamo soltanto una grande, immensa distesa di acqua, senza confini da delineare….non ci sono più interessi da difendere, né ruoli in cui identificarsi.. l’unica forza è quella della natura..tutto si ridimensiona…e quello che si percepisce sono i limiti della natura umana…e il ritorno ad una dimensione più vera…si ritorna all’essenziale…alla straordinaria e infinita capacità di amare … e se si scorgesse qualcuno dalle sembianze umane in difficoltà diremmo…un mio simile!!..vieni fratello!..siamo sulla “stessa barca”… e lì.. sulla stessa barca ci accorgeremmo che la vita acquista un “ valore” più autentico e l’unica cosa che conta veramente è la vita stessa.
    Un abbraccio.....Daniela

  • #2

    Daniela (martedì, 19 settembre 2017 21:16)

    E’ incredibile come a volte i pensieri si muovano sulla stessa lunghezza d’onda … mi ha colpito la riflessione “il mare ci racconta di noi stessi e delle regole che guidano l’universo”..sì lo credo anch’io … l’universo che sta fuori e dentro di noi.
    Le lezioni con l’istruttore in barca a vela, il mare, il navigare, mi hanno dato dei buoni insegnamenti …osservavo le dinamiche della barca e pensavo all’animo umano… piccole semplici intuizioni di come dovremmo a mio parere comportarci con noi stessi e con gli altri.
    Le lezioni in mare mi hanno insegnato.. la fiducia … il lasciarsi andare … l’affidarsi … e tanto altro ancora … cercherò brevemente di elencarli …
    LA FIDUCIA E L’AFFIDARSI … all’inizio non essendo mai stata in barca a vela, la mia fiducia era riposta totalmente nell’istruttore … e nonostante la mia totale fiducia in lui … ero agitata, per cui non riuscivo ad avere il controllo di tutto ciò che mi stava attorno …. più volevo avere il controllo della situazione tanto più entravo nel caos più totale..non riuscivo a coordinare i movimenti.. se volevo controllare la mano destra non sapevo più cosa facesse la sinistra e viceversa.. mi muovevo senza cognizione.. orzavo o puggiavo troppo.. o troppo poco..insomma un caos … poi piano piano, grazie all’istruttore che riusciva a trasmettermi calma, tranquillità e sicurezza la mia tensione scendeva e man mano riuscivo a vedere, a sentire, a percepire... ad un certo momento l’istruttore mi fece fissare un punto da raggiungere, dopo di che iniziò a farmi parlare … e mi ritrovai dritta alla meta quasi senza sapere come ci fossi arrivata … avevo mollato la tensione e avevo iniziato a fidarmi ed affidarmi alla barca..in un rapporto di reciprocità.
    Così dovremmo fare con noi stessi … fidarci ed affidarci al nostro istinto …. lui sa molto di più di quanto pensiamo… la barca sapeva benissimo come condurmi, bastava gli dessi la possibilità di farlo, senza interferire con gesti fuori controllo.… Dovremmo dare all’istinto la possibilità di condurci…perdere le nostre sicurezze, l’eccessivo autocontrollo.. il ragionare, pensando di sapere tutto.. in realtà la ragione poco sa di noi. Abbandonandomi riuscii a sentire il vento, a capire gli spostamenti della barca. Se ci mettiamo in ascolto di tutte le sensazioni che ci arrivano troviamo la giusta via da seguire.
    Il tuo blog cara Maria Luisa inizia con una bella frase …. APRITI ALLA VITA … mi ha colpito, tanto è bello e profondo il suo significato … credo che questa apertura alla vita dovrebbe iniziare proprio con la fiducia e l’affidarsi…

    LASCIARSI ANDARE…LASCIARSI ADDOMESTICARE….mi piace molto il termine “addomesticare”… mi fa pensare ad un rapporto di fiducia … entrare in confidenza … rendere familiare. All’inizio ero diffidente, avevo paura..un giorno il mare era molto mosso e non riuscivo neanche a salire dentro la barca e volevo fuggire..poi.. l’istruttore con il suo sorriso, che emanava calore, stima, fiducia, mi invitò nuovamente a salire, incoraggiandomi a provare e riprovare … così ..piano..piano.. iniziai a conoscere la barca.. mi faceva sempre meno paura … diventava sempre più familiare e viva … quasi avesse un’anima…
    Il termine addomesticare mi ha fatto ricordare un episodio … ero una bambina, in estate al paese dei nonni..un giorno mi portarono in un podere in mezzo al bosco..c’era un gattino del quale volevano disfarsi in qualche modo. Volli prenderlo. Lo misero in un contenitore per trasportarlo e sembrava veramente indemoniato tanto era selvatico..arrivati a casa fu messo subito in soffitta. Faceva paura a tutti e nessuno si azzardava ad aprire quella porta. L’unica fui io. Anche se non volevano lasciarmelo fare, ricordo che aprivo la porta della soffitta e mettevo acqua e cibo quasi in cima alle scale, poi scendevo e senza fare niente mi mettevo seduta nell’ultimo gradino e attendevo in silenzio … il gattino all’inizio se ne stava su, in alto, con aria di sfida … andava a mangiare e poi risaliva … io lo guardavo da lontano e stavo sempre lì ad attendere … ci vollero giorni e giorni prima che si decidesse a scendere qualche scalino..pensavo..prima o poi riuscirò a fargli capire che gli voglio bene..con il tempo scendeva sempre di più fino a venirmi abbastanza vicino e inarcandosi come se volesse attaccarmi..ma io non avevo paura … sentivo che lui era molto più intimorito di me… in fondo cosa avrei fatto io nei suoi panni? Gli allungavo la mano affinché potesse annusarla. Alla fine imparò a fidarsi di me e io potei accarezzarlo..nacque una bella amicizia…anche se dovetti salutarlo e portarlo dove sarebbe stato senz’altro meglio..in campagna da dei signori che gli dettero molto affetto. Lasciamoci addomesticare, perché non perdiamo niente di noi stessi…anzi …è un arricchimento…

  • #3

    Daniela (martedì, 19 settembre 2017 21:22)

    Torno alle mie lezioni di vela e a quello che mi hanno insegnato…
    LA PAZIENZA… l’istruttore mi fece notare che stavo muovendo il timone troppo velocemente e che se volevo capire cosa stessi facendo dovevo dare alla barca il tempo necessario per riprendere il cammino…. È quello che dovremmo fare con noi stessi e con gli altri. Saper attendere….. Spesso vogliamo tutto e subito…vogliamo capire subito…vogliamo delle risposte subito, dagli altri, da noi stessi…. Quante volte quando abbiamo un problema, vogliamo risolverlo subito… dovremmo metterci in ascolto e attendere che le risposte possano arrivare a noi con i giusti tempi…
    L’ASCOLTO …. subito pensiamo alle orecchie che percepiscono i suoni … sono molto importanti d’accordo … però il vero ascolto è un atteggiamento interiore che parte dal cuore e arriva al cuore…. L’ascolto è un atto di amore… la barca mi ha fatto capire quanto sia importante “il sentire”più che ”il ragionare”. Mettersi in silenzioso ascolto…tutti i sensi partecipano….

    LA SPENSIERATEZZA E LA CONCRETEZZA… una volta salita in barca … un’esperienza unica … è come se il cervello avesse staccato la spina e i pensieri rumorosi fossero rimasti in terra ferma … la mia mente era libera … libera di godere appieno di tutte le sensazioni e le emozioni che arrivavano, vivevo nella concretezza, “nell’oggi”… “nel qui e ora”, vivevo pienamente l’attimo ed ero immersa in quello che stavo facendo … questa cosa di me stessa mi sorprese molto. Dovremmo vivere sempre così … vivere il presente … e pienamente presenti in quello che viviamo.

    IL CAMBIAMENTO…il mare non è mai sempre lo stesso, cambia di continuo…calmo..mosso..in tempesta..poi di nuovo calmo… un po’ come i nostri stati d’animo…
    La barca asseconda sempre il movimento del mare … anche noi dovremmo assecondare i nostri stati d’animo… vorremmo sempre il sereno, la gioia a tutti i costi…ma non esiste calma piatta in natura, tutto è in movimento… i nostri stati d’animo dovrebbero essere sempre i benvenuti…accettarli..assecondarli e lasciarli andare, come la barca asseconda le onde che gli arrivano….
    Quando il mare è calmo può risultare bello, rilassante…. Ho scoperto che quando è mosso è entusiasmante, sa darti anche forti emozioni... proprio quando è più o meno mosso si acquisiscono le capacità del navigare, molto utili nel caso dovesse arrivare la tempesta. Il mare può essere anche molto spaventoso. C’è anche chi dentro la tempesta in alto mare ci si è trovato ed è riuscito, mettendo in campo tutte le capacità allenate nel tempo, ad uscirne fuori…
    La saggia prudenza vuole che in caso di forte perturbazione la barca stia ferma e resti a guardare…
    Cosa dobbiamo fare quando dentro di noi c’è forte tempesta? .. niente.. la barca ci insegna a non avventurarsi …. semplicemente lasciare che passi ….

  • #4

    Daniela (martedì, 19 settembre 2017 21:25)

    IL PERDONO… l’istruttore mi disse che la barca ci perdona tanti errori … che bellissima espressione! … era una esortazione a non avere paura e a poter osare…è quello che dovremmo fare con noi stessi … dovremmo non avere paura dei nostri errori, accettare di sbagliare, imparare a cadere e rialzarci, dandoci sempre un’altra possibilità … all’infinito …. solo con questa accettazione possiamo miglioraci, crescere, imparare.

    IL RISPETTO e LA LIBERTA’ …. Il rispetto è innanzitutto un atto di amore … verso se stessi e versi gli altri … aumenta con la conoscenza … più conosci il mare e più impari a rispettarlo.
    Ricordo una volta una signora mi disse che, ad una determinata persona, alla quale io davo del “ tu”, dava del “lei” perché la rispettava, quello era soltanto un rispetto formale, io non sentivo affatto di rispettarla di meno. Il rispetto è qualcosa di molto più profondo … nasce dall’avere interiorizzato che la vita, in qualsiasi forma, è un valore grande, un valore da amare. Il rispetto non è qualcosa che viene meno con la conoscenza, la confidenza..ma anzi.. aumenta..acquista maggiore forza.

    Il navigare ti chiede di rispettare determinate leggi della natura … solo all’interno di queste leggi, nel pieno rispetto di esse, possiamo muoverci con libertà … anche noi dovremmo rispettarci … rispettare il nostro sentire, la nostra natura … lì abita la nostra vera libertà di essere.
    Il vento è libero..va dove vuole … ma ho imparato che non siamo completamente in balia di esso … ma compartecipi … se lo conosciamo sappiamo trovare la giusta rotta e capire fin dove potersi spingere... c’è un punto in cui il lasciarsi condurre ed essere protagonisti trova un incontro armonioso e perfetto..e quella è la giusta rotta ….

    L’ENTUSIASMO E L’AVVENTURA …navigare in barca a vela è un’esperienza entusiasmante…il mare affascina, ci fa andare verso l’avventura, l’ignoto, l’inesplorato, ci fa sognare. Anche la nostra vita dovrebbe essere una continua avventura…
    Sono felice di aver condiviso i miei pensieri … giusti o sbagliati che siano … possono essere spunti di riflessione…
    Salutandoci vorrei adesso ci soffermassimo su una considerazione … che non è poi così scontata e banale come può sembrare se tradotta in pratica … pensiamo all’immensità degli oceani … formati da tante gocce … e adesso soffermiamoci sull’importanza di ogni singola goccia … e sulla loro unione …
    Immaginiamo…. se ogni singola goccia dicesse …. sono niente di fronte all’immensità dell’oceano, la mia presenza non è così necessaria, posso anche non esserci … esisterebbe l’oceano?
    Crediamo veramente nel valore di ogni singola goccia? E’ una domanda che rivolgo soprattutto a me stessa….

    Un abbraccio ai lettori e un grazie a Maria Luisa per il suo blog e per gli argomenti trattati.
    Daniela